Le funzioni metatestuali dell’italiano ecco e dei francesi voici/voilà.
Uno studio comparativo corpus-based
La comunicazione si propone di presentare i risultati di una ricerca corpus-based sulle funzioni metatestuali (secondo il termine usato in Bazzanella 1995) svolte dai lessemi ecco (e dalle forme derivate: riecco, eccolo ecc.) e voici/voilà (e derivati: revoilà, le voici ecc.) nell’italiano e nel francese scritto contemporaneo, per lo più di tipo giornalistico. Uno studio comparativo dell’italiano ecco e dei francesi voici/voilà è interessante nella misura in cui queste forme presentano delle similarità – sono segni linguistici di ostentazione tipici del parlato, segni che hanno un’origine deittica (l’italiano ecco è il risultato della fusione tra un antico dimostrativo ek + la forma rafforzativa -ce; mentre i francesi voici/voilà sono il punto di arrivo di una fusione tra una forma imperativa del verbo vedere (vois) e un deittico ici, là) – e dei punti di divergenza: si pensi solo al fatto che il francese dispone di due lessemi formalmente distinti, che ricoprono (quasi) le stesse funzioni pragmatiche. Così, a seconda dei contesti d’uso, i dizionari bilingui italiano-francese propongono di tradurre ecco con voici, con voilà, sia con voici che voilà o in un altro modo ancora.
Fondandosi sulle descrizioni già proposte nella letteratura, sulla base di dati del parlato (Bazzanella 1995; Muñoz Zamora 2000), dello scritto (Gossen 1954; Spiti Vagni 1983) o di ambedue i media (per il francese, cfr. Grenoble/Riley 1996 e la bibliografia ivi citata), si tratterà innanzitutto di verificare se le funzioni metatestuali che questi lessemi svolgono nella comunicazione orale si ritrovano nello scritto (non letterario, a differenza dei lavori di Gossen 1954 e di Spiti Vagni 1983). La nostra attenzione verterà in particolare su quattro funzioni: (i) la funzione argomentativa (Muñoz Zamora 2000: 954), che consiste nell’esprimere, da soli o con altri connettivi, quali per esempio, perché, dunque ecc., una relazione logica (di esemplificazione, di motivazione, di consecuzione, ecc.); (ii) la funzione demarcativa, in primis di apertura e di chiusura di una sequenza testuale; (iii) la funzione focalizzante, che consiste nel mettere in rilievo un referente nel testo; e (iv) la funzione presentativa, che serve a introdurre nel discorso un referente nuovo (cfr. per esempio Berretta 1995; e per il francese Rothenberg 1983 e Lambrecht 2000). In un secondo tempo, ci interesserà rispondere alla domanda seguente: è possibile, nei testi analizzati, individuare delle differenze linguistiche (legate alla distribuzione e/o alla punteggiatura) e/o funzionali tra l’italiano ecco e i francesi voici/voilà? In altri termini, in quale misura i francesi voici/voilà sono dei traducenti di ecco e viceversa?
Bibliografia
Bazzanella, Carla 1995, “I segnali discorsivi”, in L. Renzi, G. Salvi e A. Cardinaletti (a c. di), Grande grammatica italiana di consultazione, vol. 3, Bologna, il Mulino, pp. 225-257.
Berretta, Monica 1995, “Ordini marcati dei costituenti maggiori di frase: una rassegna”, in Linguistica e Filologia 1, pp. 125-70.
Gossen, Carl Theodor 1954, Studien zur syntaktischen und stilistischen Hervorhebung im modernen Italienisch, Berlin, Akademie.
Grenoble, Leone/Riley, Matthew 1996, “The role of deictics in discourse coherence: French voici/voilà and Russian vot/von”, in Journal of Pragmatics 25, pp. 819-838.
Lambrecht, Knud 2000, “Prédication seconde et structure informationelle: la relative de perception comme construction présentative”, in Langue Française 127, pp. 49-66.
Muñoz Zamora, Pablo 2000, Usos de ecco en el italiano hablado contemporáneo, in Cuadernos de filología italiana, pp. 949-966.
Rothenberg, Mira 1983, “Les propositions relatives à antécédent explicite introduites par des présentatifs”, in F.-J. Hausmann (a c. di), Etudes de grammaire française descriptive, Heidelberg, Julius Groos Verlag.
Spiti Vagni, Maria Grazia 1983, Ecco nell’italiano contemporaneo, Perugia, Le Edizioni dell’Università per stranieri.
